Io sento l’essere del mio essere:
così parla la sensazione,
che nel mondo illuminato dal Sole
si unisce coi flutti della luce;
vuole donare calore al pensare in chiarezza
e legare saldamente in unità
uomo e mondo.
Il sentimento veritiero di sé si fa più forte unendosi alla luce solare, in questi giorni di primavera in cui i sensi s’accendono stimolati dai fiori variopinti, dai profumi inebrianti, dai socievoli cinguettii degli uccellini. È l’Empfindung che parla, la sensazione, o sensibilità, che sente nell’Essere del mondo il proprio stesso essere spirituale luminoso, trovando anche la sua missione: scaldare il pensare – vivificandolo – che nella coscienza diurna, freddo, astratto e morto, invece ci divide dal mondo, dagli altri esseri e pure da noi stessi. Grazie a questo sentimento non egoico che si dona, anziché tornare su se stesso, il pensare dell’uomo diviene cosmico, manifestando la sua essenza di luce che crea, con lo spazio, il mondo.
Nel caso del pensare umano si tratta di creare anche per noi, conoscendola con calore e chiarezza e quindi amandola, la realtà. E questo avviene muovendo dall’essenza di noi, trovando la realtà di noi. Da lì procede l’unione, sempre più salda, col mondo.

Io sento l’essere del mio essere: così parla la sensazione, che nel mondo illuminato dal Sole si unisce coi flutti della luce; vuole donare calore al pensare in chiarezza e legare saldamente in unità uomo e mondo.
È pieno di luce questo disegno di König, più aranciata quella che sale dalla Terra cristificata dal sacrificio pasquale. In cielo, il giallo più chiaro irradia da una stella a sei raggi – speculare rispetto alle sei pale rotanti di un mulino a vento terrestre – a formare un verde speranzoso in alto a destra, nel futuro, quando si unisce al profondo blu notte altrimenti poco illuminato da una falce di luna crescente.
Nella Luna spesso veniva rappresentata Iside, l’anima umana che cerca il Sole Osiride per riceverne un raggio della sua luce spirituale. E Osiride però lo si trova solo nella iniziazione o nella morte.
Di un verde steso in forme fiammeggianti cipressine sono anche i due cespugli sulla sinistra.
La sensazione che parla sentendo l’Essere del proprio essere è raffigurata, al centro, nella donna in preghiera (Iside-Sofia-Maria o l’Eterno Femminino che ci trae verso l’alto), è l’anima senziente naturalmente religiosa, deditamente e devotamente unita a quel che percepisce. Essa prega però rivolta al luminoso nocchiero di una piroga …rampante: s’impenna, la barca, perché il conduttore è senza peso, non è soggetto alle leggi terrene che portano i gravi verso il basso, perché riceve il fuoco della sensazione, oppure perché l’imbarcazione è in secca, posta sul crinale in salita della collina. L’arca del corpo in ogni caso può risalire dalle tenebre della materialità redenta, nelle quali era caduta, quando a condurla c’è l’Essere del pensare – il Logos, l’Io sono. Perché l’anima Lo trovi, il pensare umano dev’essere rafforzato e vivificato dal calore della sensazione che ha trovato, col suo Signore, anche il suo compito: unita ai flutti della luce, donare il proprio rosso calore al pensare già chiaro e unire così uomo e mondo, avendo trovato il proprio essere.
Accanto alla donna orante compare una variazione del simbolo di Venere – la dea della bellezza Venere sarebbe l’amore sensibile che prende, l’amore di natura, sensuale o anche legato alla consanguineità: per la famiglia, il klan, il popolo.
Lo specchio del pianeta Venere ha la stessa forma dell’Ankh, la croce ansata egizia, che rappresenta la chiave della vita spirituale o chiave di Iside, che la porgeva al figlio Horus o in altri bassorilievi al marito Osiride o al faraone di turno.

Simbolo femminile e materno, qui però non è più uno specchio “delle brame” perchè accanto al tondo dello specchio, posto sulla croce del corpo, dell’incarnazione, compaiono due alette rivolte verso il basso (sembrano quelle di un caduceo, che però qui si aprono verso il basso, sembrano le corna della mucca Iside, però appunto …girate in giù) che forse permettono il germogliare di uno stelo verso il futuro della risalita speranzosa.
In questo simbolo egizio modificato potrebbe essere espresso il segreto della risalita, non più egizia ma cristiana, che ha bisogno prima di una completa discesa nell’incarnazione, di toccare il fondo – addirittura oltre la crosta terrestre come nel Sabato Santo.
La sensazione redenta riconosce l’Essere, si unisce alla luce che emana da un raggio della stella, e donando calore al nocchiero gli permette di splendere di luce propria interiore, non più riflessa. La stella a sei raggi disegnata da König – mentre altri commenti accennano alla ritrovata unione primaverile al Sé spirituale, al Giove che verrà – simboleggia forse la Venere futura, sesta incarnazione planetaria della Terra, in cui sarà trasformato in Spirito vitale il corpo eterico dell’uomo, legato alla sfera ritmica e al sentimento.
Io sento l’essere del mio essere: così parla la sensazione, che nel mondo illuminato dal Sole si unisce coi flutti della luce; vuole donare calore al pensare in chiarezza e legare saldamente in unità uomo e mondo.
«Si deve ora tener presente che vi è stata una resurrezione del mondo fisico-eterico, un risveglio della natura, ed anche, proprio in quanto uomo terrestre-naturale, una ritrovata unione con esso dopo l’isolamento invernale. La posizione della Terra rispetto al Sole, l’aumentare delle forze eteriche della luce e del calore – che hanno carattere fortemente centrifugo – contribuiscono molto all’attuarsi di questa unione. Essa deve assolutamente avvenire se l’uomo deve continuare a vivere sulla Terra: non lo potrebbe se l’uomo continuasse nell’isolamento invernale. Ora è necessario il movimento opposto di aspirazione, un cedere e un concedersi al tutto, al Cosmo, al Sole, alla luce, per ritrovare il Sé spirituale cosmico, dal quale si è stati separati nella stagione fredda. E questo è avvenuto anche per il prevalere degli eteri chimico e vitale, dalla forza buia e contraente, e per la lontananza del Sole e quindi delle forze della luce e del calore». (Claudio Gregorat).
