O Natura, io porto il tuo essere materno
nella mia essenza volitiva;
e la potenza infuocata della mia volontà
tempra gli impulsi del mio spirito,
che facciano nascere il sentimento di sé
per portare me a me stesso.
La Festa di San Michele ha un’Atmosfera di calore, magmatica, colma di volontà totipotente, la matrice ignea dalla quale nascono tutte le cose.
Io stesso nasco, non solo alla mia coscienza ma poi anche al vero me stesso (e così posso appartenere a me stesso, Cda 25), grazie alla potenza di quel fuoco volitivo saturnio – la fucina che tempra, rafforza, fortifica gli impulsi del mio spirito.
“Il 29 Settembre è la Festa di S. Michele, cioè il momento della vittoria dell’arcangelo solare, simbolo di quella accresciuta consapevolezza che chiarifica il Sentimento del Sé, impedendogli di scadere in luciferica egoità”. (Quaderni del gruppo di Ur)
Questi versetti accennano al mistero della nascita spirituale dell’individuo dal grembo caldo ed accogliente di Madre Natura. Noi siamo in lei e lei è in tutti!, Goethe conosceva questa parte di quel suo segreto1 che nel Cda 26 è espresso attraverso alcuni verbi significativi: nella grammatica, a differenza del sostantivo, che è già concretizzato, il verbo manifesta nella sua estrema mobilità e attività proprio la qualità del volere.
Anzitutto troviamo tragen, il verbo portare, ben due volte, all’inizio e alla fine: io porto nel mio essere volitivo la maternità della Natura – essa mi sostiene, lì nel volontà – quello stesso fuoco permette l’incarnazione del mio spirito, tempra (stählet) i suoi impulsi in me, li rafforza in modo che siano capaci di partorire (gebären) il sentimento di me stesso, per portare – qui c’è di nuovo tragen – me in me.
…Ma chi porta chi? La Natura ci porta, per certi versi ci trascina, nella danza turbinosa dei suoi impulsi, e questo Goethe lo sapeva, ma esistono anche gli impulsi dello spirito, che nascono dall’alto2 ma si temprano attraverso il continuo umano anelare. Quell’essenza volitiva in me è la stessa che mi fa individuo, perché poco alla volta mi porta a me, trasformando la volontà di natura in volontà individuale3.
Tra poco vedremo come ha immaginato Karl König questo processo, ma la domanda “chi porta chi?” ha già trovato una risposta nella Pietà Rondanini di Michelangelo. Mettiamo qui un’immagine,

ma occorrerebbe andare al Castello sforzesco di Milano e girare attorno alla scultura per sperimentare da tutti i lati come la Madre porti il Figlio, che a sua volta (con splendide gambe spirituali) porta la Madre! Per certi versi è un’opera non finita perché Michelangelo le è premorto, ma il portare il me stesso Risorto in me è un processo lungo e sempre in corso.
O Natura, io porto il tuo essere materno nella mia essenza volitiva; e la potenza infuocata della mia volontà tempra i miei impulsi spirituali, che facciano nascere il sentimento di sé per portarmi in me.
Natur, dein mütterliches Sein,
Ich trage es in meinem Willenswesen;
Und meines Willens Feuermacht,
Sie stählet meines Geistes Triebe,
Dass sie gebären Selbstgefühl,
Zu tragen mich in mir.
König, dopo la possente Croce in cielo circondata dalle rose (25), immagine dell’anima purificata, qui alla Festa di San Michele disegna solo Cielo!, dove campeggia un altro segno grandioso centrale, la Sacra Coppa del Graal.
Simbolo pasquale, ci ricorda come San Michele sia polare alla Pasqua e quindi in stretta relazione4.
Ha ragione Eleanor Merry a dire che “una profonda sacralità sembra avvolgere questo periodo dell’anno. L’uomo è portato in intima comunione con le più segrete cose dell’esistenza“.
La luce gialla di innumerevoli stelle – e non solo dodici come quelle della Donna vestita di Sole, con la Luna sotto ai suoi piedi, dell’Apocalisse – trapuntano schiarendolo il cielo blu dove compare anche, in alto a destra, il simbolo della Luna.
Stelle e Luna circondano una grossa …goccia rovesciata – la stessa forma del nostro cuore – che contiene la coppa del Graal.
Là in alto, dove la goccia scende, su un peduncolo verde, come un cordone ombelicale, c’è una colomba stilizzata. La colomba, oltre ad esserlo per lo Spirito Santo, è immagine spirituale dell’individualità di ogni uomo. Dello Spirito del Cosmo che è in ognuno e si individualizza nelle singole gocce o fiammelle che alla Pentecoste sono scese (però dritte, non rovesciate come qui) sui capi dei discepoli e della Madonna.
Dalla Natura materna, dai genitori se preferite, ci provengono per eredità gli aspetti generici di razza, stirpe, popolo, famiglia, genere sessuale, ma quello che permette il superamento di questo aspetto lunare necessario – che poi la coppa porti l’ostia del Sole, o che la Luna sia posta sotto i piedi, a portare la Donna – proviene da quella colomba5.
Proviene dagli impulsi dello spirito individuale che ognuno di noi è in potenza, e nel crogiolo vengono temprati, rafforzati sempre più nella misura in cui l’uomo anela a superare i propri limiti, lavora, si impegna nella direzione dell’individualità.
È proprio la colomba la protagonista di quel che il saggio eremita Trevrizent dice a Parsifal in Eschenbach: che ogni Venerdì Santo una colomba scende in volo dal Cielo – un messaggero da cui proviene la sublime virtù del Graal – essa porta una piccola ostia bianca e la posa sopra la pietra. Sarà nutrimento salutare per tutti i cavalieri. La pietra qui è la coppa, è l’involucro anche materiale dove avvengono le trasmutazioni, che può ospitare il disco solare. Può solarizzarsi, fino a vestirsi di Sole, per portare me stesso a me.

Sotto la goccia rovesciata, luminosa di giallo, di rosa e dai margini verdi, nel disegno di König si può intravedere – non la Luna o il Drago, ma – una nebulosa forma arborea, con la chioma e il tronco bluverdi di volontà di vita, che porta la goccia col Graal.
1https://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaG/Goethe_01.htm
2 Rispose Gesù a Nicodemo: “In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio. […] se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. (Vangelo di Giovanni, 3,3 e 3,5)
3 Si veda il capitolo XIII della Filosofia della libertà
4 Tra i commenti, https://www.liberaconoscenza.it/zpdf-doc/articoli/nolli/commenti/calendario-anima-commenti-versetto-26.pdf si veda in particolare quello di Manfred Krüger
5 https://youtube.com/shorts/Yf3vAFn21hM?si=6o6xuUyFojWtzfnH

