Cresce la potenza dei sensi
in alleanza col creare degli dei,
riducendomi la forza del pensare
a ottusità di sogno.
Quando un essere divino
vuole unirsi alla mia anima,
il pensare umano deve rassegnarsi
a una silenziosa esistenza sognante.
Percezione e intuizione sono le due sorgenti di ogni conoscenza umana, ma quando i sensi sono potentemente abbagliati dalle percezioni sensibili, dall’altro lato il pensare deve trasformarsi. Il corso dell’anno, con la sua luce e il suo calore, porta ora processi di espansione sognante e non di concentrazione. Cioè di unione con la natura creata dagli dei, quella che Enzo Nastati nel suo commento chiama «il pleroma mariano, la Mariam-Sofia che intesse tutta la creazione».
«Il pensare forma i concetti e le idee. Che cosa sia un concetto, non può essere detto con parole, le parole rendono attento l’uomo al fatto che egli ha dei concetti».
Quante volte, cominciando il capitolo 4 della Filosofia della libertà, intitolato Il mondo come percezione, siamo inciampati in questa frase come sulla soglia di un tempio zen? Sperimentiamo l’impotenza del pensare – e anche delle parole – di fronte a un essere divino: sia esso il concetto delle cose create, o il concetto in divenire di noi stessi o dell’altro uomo, o come qui lo Spirito Santo della Pentecoste che scende per unirsi a noi, permeandoci e ispirandoci. Il pensare umano usuale deve rassegnarsi a tacere con modestia, perché quando parla produce solo rappresentazioni, parole, coniate su immagini troppo simili alle percezioni illusorie (lo Schein di cui parlava il Calendario dell’anima n.7). Il pensare deve divenire attivamente immaginativo per potersi unire col concetto, l’essere spirituale che vuole essere concepito e conosciuto.
«Se dunque l’Essere divino – conclude Claudio Gregorat – come Essere universale vuole parlare, andando incontro all’anima (al proprio sogno anelante: ma per parlare, per manifestarsi, vuole unirsi all’anima) ecco che il pensare – ordinariamente chiuso in poche ordinarie categorie – deve umilmente ritirarsi e lasciare il posto piuttosto al sentimento che vive nell’ascoltare, nell’immaginare».
Es wächst der Sinne Macht
Im Bunde mit der Götter Schaffen,
Sie drückt des Denkens Kraft
Zur Traumes Dumpfheit mir herab.
Wenn göttlich Wesen
Sich meiner Seele einen will,
Muss menschlich Denken
Im Traumessein sich still bescheiden.
L’immagine è bipartita, solo due elementi occupano il foglio: un albero in basso e una specie di rosone in alto nel cielo, su uno sfondo rosato.
L’albero dalla folta chioma, molto vitale, potrebbe essere una quercia o un gelso, ha un’aura gialla che si staglia sul cielo celeste e sul prato verde.
Il rosone solare, nella parte alta del dipinto, ha un cuore rosso di fuoco, con raggi gialli che creano il verde incontrando l’azzurro della corona circolare più esterna.
Può essere una ruota, o piuttosto un fiore di loto a sedici petali1 come dice Richard Steel, anche se, a contarli, i “petali” rossi, e poi gialli nel disegno di König sono meno di sedici, e quelli azzurri e poi di nuovo rossi sono più numerosi.
Comunque ha senso che sia il chakra della laringe, dal momento che gli Atti degli Apostoli al capitolo 2 dicono che i discepoli furono anzitutto investiti da un vento impetuoso e ricevettero in dono lingue di fuoco – ognuno la sua – acquisendo la facoltà di parlare i molteplici linguaggi degli uomini, per cominciare la predicazione nel mondo. Espandendosi in tutte le direzioni, da quella cerchia di individui nel Cenacolo.
Il fuoco dello Spirito Santo viene a spiritualizzare la parola umana, permettendo a chi ascolta di comprendere il linguaggio universale dello Spirito. La Pentecoste in questo senso dona forze vivificanti – erquicklicher dice la Fiaba di Goethe: la Parola essendo più rinvigorente, ristoratrice, rifocillante rispetto alla luce – trasformando il Gespräch, la conversazione, in uno strumento di amore e di verità.
Lo Spirito Santo è in relazione con la redenzione di Lucifero2, che nel suo operare precedente ispirò agli uomini la costruzione della Torre di Babele, con la conseguente confusione delle lingue. Quel che allora divise e disperse l’umanità in molteplici lingue e popoli, con la Pentecoste viene superato grazie allo Spirito individualizzato. Era necessaria una differenziazione iniziale nelle tante lingue – e conseguenti opinioni, rappresentazioni – ma doveva subentrare un nuovo principio unificante per potersi intendere e formare comunità.
Così commenta Richard Steel, mettendo in relazione il Calendario dell’anima n. 8 col 45 complementare.

«Nell’immagine del versetto 453, l’opposto si manifesta in modo diverso, come un rispecchiamento o un’amplificazione. Vediamo di nuovo un albero, che questa volta cresce a partire da quattro fasi della vita: dalla culla al catafalco e dall’altare delle occasioni speciali alla ruota della moltitudine sempre ricorrente degli eventi quotidiani. Sopra l’albero con i suoi sette rami si erge un volto che manifesta apertamente al mondo la sua vita interiore, dando così espressione a una nascita spirituale.
[Nell’8] ad abbracciare la rivelazione dei sensi si scorge una forma blu che rappresenta il “potere del pensiero” (come nel versetto). Un bordo luminoso emerge attorno alla chioma dell’albero, e ora una nuova unione, una nuova confluenza “in unione”, si può scorgere tra la rivelazione sensoriale dell’albero della vita e la luce del pensiero che viene ricevuta dall’alto. Così la vita (“pienezza dell’anima”) e lo spirito (“la vita dei mondi”) sono giustapposti in modo unificante nella totalità dell’immagine. L’inversione in queste due immagini può essere infine individuata nel piccolo punto blu del fiore di loto sulla fronte dell’essere umano spiritualmente evoluto, che si trova al polo opposto rispetto alla grande forma circolare del fiore a sedici petali (immagine 8). Cerchio e punto rappresentano una polarità archetipica che trova espressione tra il versetto della Pentecoste e il 45, che segue immediatamente la Candelora».
1 https://www.centrostudilaruna.it/chakralaringe.html
2 https://www.pleroma.uno/post/pentecoste – la – festa – della – libert%C3%A0
3 https://www.liberaconoscenza.it/zpdf-doc/articoli/nolli/versetti/calendario-anima-versetto-opuscolo-45.pdf

