Nella luce che dalle altezze cosmiche
vuole potente fluire entro l’anima
appaia, sciogliendo i suoi enigmi,
la sicurezza del pensare universale
raccogliendo la potenza dei suoi raggi
risvegliando l’amore nei cuori umani
La luce è più che mai universale, fluisce viva dalle altezze dei Cieli intessendo tutte le cose: ne è l’essenza spirituale e le svela conoscitivamente. È un fatto anche interiore e umano: nel pensare, nella ragione, nella coscienza e nell’autocoscienza.
Nella luce vive saggezza fluente è il versetto meditativo, proposto a più riprese da Rudolf Steiner, legato a una delle esperienze che ogni uomo può fare in ogni tempo, in ogni parte del mondo e in ogni condizione di vita. Ma l’intero Calendario dell’anima è “universalmente umano” e, come scopriamo sempre più, fonte di approfondimenti numerosi quanto gli uomini sulla Terra con le loro infinite domande.
L’atmosfera di questi giorni è luminosa, anche quando piove è azzurro-gialla, quindi verde, ricca d’acque dove possono nuotare i Pesci della costellazione attuale.
La luce scende con i suoi raggi gialli sull’acqua azzurra, come il Sole o come la pioggia marzolina, su tutti e tutto.
Piove sugli enigmi dell’anima, della vita e della scienza, li scioglie, ammorbidendoli, li intride rendendoli altrettanto fluidi rispondendo alla coppa di domande che si affollano sotto di noi assetati.
La luce, sciogliendo enigmi dell’anima, ri-solvendo tutto il misterioso, appaia agli uomini! La luce che è invisibile onnipresente attività dello spirito finalmente si lasci scorgere da noi, nella forma del pensare universale che è sicurezza, certezza, fondamento roccioso di ogni cosa.
Del tutto centrale, entro i versetti, questo ottativo mariano, appaia!, che è come l’avvenga, il fiat della Genesi e della Annunciazione. Il suo apparire è espresso al congiuntivo ottativo forse perché l’uomo ha il libero arbitrio e può in ogni momento …aprire l’ombrello, non farsi le domande, non cercare e quindi non trovare risposte conoscitive e morali. Ma quando ce le facciamo, lei appare certamente, portando giù dalle altezze due azioni: una contrazione e un’espansione. Gli stessi moti che si vivono nel formulare domande/risposte che sono unitarie. Il tutto è molto parsifaliano, il tema è il Graal, senza dubbio. In un’atmosfera che è come un’apparizione: raccolta, solenne, enigmatica, femminile come l’immagine in evidenza di Dante Gabriele Rossetti.
La luce dalle altezze cosmiche vuole irrompere entro l’anima.
In essa APPAIA,
sciogliendo enigmi dell’anima, sicurezza del pensare universale.
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- Raccogliendo la potenza dei suoi raggi.
- Risvegliando l’amore nei cuori umani.
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La sicurezza del pensare universale può essere “troppa”: è la stessa forza delle intelligenze motrici dei Cieli, è l’attività creativa del Logos! Non è immaginabile niente di più alto, quindi occorre che addolcisca la potenza dei suoi raggi, li raccolga perché il giallo acuminato può ferire (anche in arteterapia pare vada usato con parsimonia) per poter risvegliare delicatamente l’amore nei cuori degli uomini. Sciogliendone la durezza e sprigionandone l’amore. L’amore è sacrificio, è un fare sacro, sacrificale che nel mese di Marzo quaresimale anticipa la Passione.
Il moto di espansione primaverile che ritraeva una coppa accogliente, un nido nella Terra e nell’uomo alato del disegno n.47, ora è il gesto protagonista. Infatti nel 48 non compare una figura umana, o forse l’uomo intero ha da divenire quel Graal. Tutto il dipinto di König è coppa, è nido, in un’atmosfera dai colori pastello: verde, rosa, giallo e azzurro. Ripetuti due volte: come in alto, così in basso.
Sotto sta un calice vero e proprio di colore verde, più materializzato e più definito. Sopra c’è solo un’eco di questo gesto universale. La coppa può essere il corpo dell’uomo, la sua anima o anche il suo cuore!, che raccoglie tutto ciò che dal Cielo fluisce potentemente irrompendo: pensieri cosmici dello spirito in forma di colomba: l’apparizione della sicurezza del pensare universale. Il punto blu centrale puo esprimere il raccoglimento della potenza dei raggi luminosi e il centro rosso in campo giallo può essere l’amore che si risveglia, come fa il Sole al mattino, nel cuore umano.
Una trinità di Pesci discende in questo Graal cosmico e poi umano, quello centrale è solo abbozzato in viola, i due laterali verdi sono più definiti.
Cosa esprime la costellazione dei Pesci? L’evoluzione della coscienza umana che attraverso il sacrificio trapassa, fluisce, dal centro egoico ad una coscienza più ampia e non divisa. Quello dei Pesci è l’ultimo segno zodiacale e rappresenterebbe una liquida soglia, passando la quale si perde, si sacrifica l’egocentrismo guadagnando se stessi, portando l’autocoscienza a coincidere con l’Essere. Attraverso il divenire elevato ad essenza, attraverso l’essenza intrecciata al divenire, la perdita sia il guadagno per sé! Come recita la risonanza zodiacale corrispondente.
Cristo è il Pesce che continua a fluire giù nel corpo di Gesù di Nazareth, sempre più, nei Tre anni e nel corso dell’anno: Ichthùs era l’acronimo che sintetizzava per i primi cristiani Gesù Cristo, di Dio Figlio, Salvatore.


