Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1797

SETTIMANA 46 del Calendario dell’Anima

Il mondo minaccia di stordire
la forza nativa dell’anima;
ora sorgi tu o ricordo luminoso,
dalle profondità dello spirito,
a rinvigorirmi la visione
che può mantenersi solo attraverso forze volitive.

Già le volte scorse il Calendario ci ha parlato di illuminazione, di memoria e di questa caratteristica disturbante diciamo della primavera: è troppo viva!, così come la febbre, tipica un tempo, di febbraio.

È un fatto sperimentabile che la forza dell’anima (se non esercitata e rafforzata) tende ad attutirsi in vari modi in questo periodo – e König dipinge infatti i tre anima-li piuttosto sconvolti, anzitutto dalle loro posizioni canoniche.

L’aquila del pensare starebbe attenta in alto nel cielo mentre qui è in caduta libera; il leone del sentire solare andrebbe al centro, nella sua dimora imperiale (mentre nel disegno si lateralizza stravolto a sinistra) e il toro del fermo volere anziché stare a terra accenna a salire un po’ storto. Dovrebbero stare saldi, retti e chiari al loro posto, in corrispondenza con il sistema nervoso, ritmico e metabolico, ok?, nella tripartizione sacrosanta dell’uomo che poi addita a quella sociale: cultura, politica ed economia ognuna con le sue leggi specifiche. Dove vigono libertà, uguaglianza e fratellanza: le intuizioni trinitarie che la rivoluzione francese portò in anticipo, pericolosamente ammucchiate e scomposte. Perché è nella cultura che va esercitata la libertà, nella politica e nella magistratura deve regnare la bilancia dell’uguaglianza e infine è l’economia ad essere fraterna. Bene (anche se malissimo), perché guardando questi tre animali possiamo divenire coscienti del mondo alla rovescia in cui viviamo, che attende proprio noi a riordinarlo. Per esempio: l’economia è fraterna? Noooo, non ancora, il toro è piuttosto storto infatti.

A primavera dunque – quando il cosmo sarebbe invece propizio al pensare filosofico, bene ordinato come ogni cosmos che si rispetti, logico, consolidato – nel mondo cominciano moti dionisiaci rivoluzionari, e infatti è carnevale. Ma il sonno della ragione minaccia di generare mostri, anzi bestie (poi andate a vedervi cosa ne dice Claudio Gregorat, l’Enea lo mette per primo tra i commenti).

E poi cosa succede a primavera?, oltre al carnevale in cui le bestie escono fuori?, oltre a cadere malati? Beh lì cade San Valentino e ci si innamora come adolescenti. Se ci pensate anche quella è una condizione febbrile quasi psicotica di unione, in cui si è caotizzati, dispersi, fagocitati e poi dissolti. Regnano una misteriosa malia magnetica e l’inganno della seduzione. A seconda di come si è fatti, l’innamoramento può generare (anche nel contempo) estremo disagio – non si è più padroni di sé, se-dotti – e un benessere stordito cui non siamo avvezzi perché normalmente siamo sanamente separati, dalla natura, dall’altro, e da noi stessi.

L’ho fatta lunga ma ne valeva la pena: vero che ora si comprende meglio l’entità della minaccia di cui parla il 46? C’è il mondo che minaccia di stordire la forza nativa (eingeborne) dell’anima. Veramente eingeborne è intraducibile: sì vuol dire originaria, o indigena, ma non si può tradurre con innata che in crucco è angeborene.
Invece l’Eingeborene è l’Unigenito, l’attributo del Figlio. Credo che andrebbe tradotta con uni-nata, e testimonierebbe la valenza trinitaria dei tre animali: tre persone ma un’unica sostanza originaria divina.

Dunque il pericolo esiste, ma c’è anche un rimedio!, una cura insospettabile:
il ricordo. Ricordare cosa è avvenuto nel profondo inverno – attorno al Solstizio – per poter resistere a questa minaccia. Quindi bisogna immetterci volontà.

In tedesco c’è Erinnerung che significa semplicenente ricordo. Nella parola stessa c’è il dentro – Innern significa interno, intimo – e il moto del ricordo infatti va da fuori al dentro, nel memorizzare, e dal dentro al fuori in quel rievocare che è il ricordare vero e proprio.

Si sa che se si vuole studiare a memoria una poesia lo si fa al meglio camminando. Ripetendola, ripetendola e ripetendola: ritmizzandola la si porta dentro. Qui però c’è un ricordare dalle profondità dello spirito e il moto è piuttosto dal dentro, o profondo, al fuori.
…Non è forse quel che accade all’inizio della vita spirituale?, nei primi tre giorni e mezzo dopo la (cosiddetta) morte si squaderna il tableau, o quadro mnemonico di tutti i fatti vissuti durante la coscienza di veglia che ora il Defunto ricorda: li osserva. Spazializzati, escono fuori. Il corpo eterico connesso alla loro memoria comincia ad ampliarsi fino a dissolversi quasi completamente, andando a finire nell’etere cosmico indifferenziato. E cosa accade ai tre animali?, alle forze eigeborne dell’anima? Il pensare scende in picchiata, il sentire esplode – va nelle ampiezze – e il volere schizza alle stelle.

Il mondo minaccia di stordire la forza UNI-NATA dell’anima; ora sorgi tu o ricordo luminoso, dalle profondità dello spirito, a rinvigorirmi la visione che può mantenersi solo attraverso forze volitive.

Insomma su uno sfondo giallo, azzurro e rosato sorge dal profondo, fa la sua apparizione… il fuoco sacro della fiaccola olimpica! …No (devo aver sbagliato canale), non è l’ennesimo servizio televisivo in diretta da Milano-Cortina, ma lo scenario maestoso del Cda settimanale. Il tutto è sormontato da un cuore rosso – è lui che ri-corda, dalle profondità dello spirito – e da una sfera solare arancio pallido.

Una visione sull’anima, questa di König, che illumina su tutte le visioni (espresse da Schauen che è un guardare con attenzione, un contemplare sereno). Ma come avvengono le visioni?, come te le procuri quando ti interessano e te le meriti?

Oggi non può più essere un’esperienza interiore che si offre da sé come un tempo, ma va esercitata con buonissima volontà. Una volta non era così – tutto è in evoluzione, anche i nostri corpi mutano e (mi raccomando!) piu che mai le tecniche iniziatiche devono cambiare. C’è insomma una grandissima differenza tra le antiche e le nuove visioni.

A cosa educa già lo studio della scienza dello spirito, con la sua difficoltà criptica? È tutta un esercizio di volontà: non capisco ma non mollo!, ho fiducia nel pensare, m’interrogo, lavoro e prima o poi capirò.

Ecco come Steiner (O.O.187, Come ritrovare il Cristo?, Dornach, 28 dicembre 1918) caratterizza – in modo molto categorico – appunto la differenza tra le contemplazioni antiche e quelle di oggi, frutto di esercizio. Sarebbero dovute al nesso animico dell’uomo con differenti Gerarchie Angeliche: prima con gli Spiriti della forma e, attualmente, con gli Spiriti della personalità.

La caratteristica degli spiriti della forma era di manifestarsi mediante immaginazioni che nascono nell’uomo in modo involontario. […] Sappiamo che per immaginazioni intendiamo il primo gradino della conoscenza soprasensibile; fanno seguito l’ispirazione e infine l’intuizione. Ma è proprio dall’immaginazione che prendevano le mosse tutti coloro che volevano pervenire alla conoscenza soprasensibile nell’antica maniera, poiché dovevano trovare la via agli spiriti della forma.

Oggi però si trova la via agli spiriti della personalità e la differenza è grandissima. Questi spiriti infatti non largiscono immaginazioni a chi si voglia avvicinare a loro: è il singolo che deve conquistarsi le immaginazioni, andando incontro agli spiriti della personalità. Agli spiriti della forma non occorreva andare incontro, per cui era possibile ricevere da loro immaginazioni in modo visionario, si potrebbe dire per grazia di Dio. Sono molti quelli che ancora oggi ricercano questa via, perché è più comoda, in quanto oggi è percorribile solo in condizioni patologiche. L’uomo si è evoluto, e quel che in tempi antichi era sano dal punto di vista psicologico, oggi in realtà è patologico. Tutto ciò che è di natura visionaria o che si basa su immaginazioni involontarie è oggi di natura patologica. E abbassa l’uomo al di sotto del suo livello normale. Oggi da chi voglia progredire verso la scienza dell’iniziazione, più propriamente verso la percezione iniziatica, si esige che egli sviluppi le proprie immaginazioni in piena coscienza; gli spiriti della personalità infatti non gli procurano alcuna immaginazione, deve portarla loro incontro lui stesso“.

Il mondo minaccia di stordire la forza uni-nata dell’anima; ora sorgi tu, o ricordo luminoso dalle profondità dello spirito, a rinvigorirmi quella visione che può mantenersi SOLO attraverso forze volitive.

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