Afferrando nuovi stimoli dai sensi
la chiarezza dell’anima,
memore della piena nascita dello spirito,
pervade scompigliando il germogliante divenire del cosmo
col volere creatore del mio pensare.
Lo studio ritmico del Calendario, anno dopo anno, può rivelarsi un’esplorazione pacata ma entusiasmante di tutto quello che si trova entro l’anima nel corrispondente passaggio stagionale. Si ha veramente una sensazione di pienezza e insieme si sente che si potrebbe continuare tutta la vita a scorrere le settimane del Calendario trovando aspetti sempre nuovi, come ha fatto Karl König al quale dobbiamo i dipinti eloquenti che lo illustrano. È con una certa trepidazione che ci accingiamo ogni settimana a calcare le sue tracce immaginative, immaginando e pensando in proprio come dei nani sulle spalle di giganti. Sono concetti che vengono espressi, che producono germogliando vitalmente sempre nuove immagini: niente di strano che ad ognuno che si cimenti ne sorgano di diverse. E niente di strano che di anno in anno si metamorfosino in noi: sono vive!
L’immagine “mattutina” e luminosa di König questa volta passa dal vegetale all’animale. Ritrae una balena: l’inghiottitoio ove caddero Giona e Pinocchio. La balena, questo mostro marino grosso, tondeggiante e pieno di grasso, è …come un uovo, che racchiude la segreta e luminosa essenza di nuovi mondi, a partire dall’uomo nuovo che vi viene incubato, covato, protetto mentre ha luogo una specie di delicatissima muta iniziatica. La balena è come un nido, una fucina saturnia ove nuove creazioni umane intu-ite, nuove forme, sono in gestazione.
Ma König perché mai l’ha dipinta? Alle pagine 210 e seguenti di Fratello animale (Edizioni Arcobaleno) egli scrive: sono esseri misteriosi dei quali conosciamo male il comportamento e lo stile di vita. La storia di Moby Dick racconta questa lotta per svelare la loro magia, che però non rivelano. I cetacei come le balene e i delfini sono interamente dediti alla vita nell’acqua. Essi non hanno bisogno, come noi, di sonno perché non sono obbligati come noi a lottare contro la pesantezza. Il delfino ininterrottamente sveglio non porta forse al mondo delle profondità marine un elemento che potrebbe essere sentito come una illuminazione dell’acqua?
La coscienza dei pesci è ottusa, simile al sogno. Invece i cetacei portano la loro chiara coscienza diurna, permanente, negli abissi dell’oceano, rischiarando forse questo mondo di tenebre.
Quindi, conclude König dopo essersene interrogato, la balena porta la luce lì dove non c’è, in freddi abissi. Proprio come il Sole (che vi si immerge al tramonto), uscendone poi all’alba la riporta su. Su tutto il disegno incombe …il sol dell’avvenire, il Sole che sorge del Giove futuro, che qui è simboleggiato dal segno zodiacale della Bilancia. Ogni creazione umana (“col volere creativo del mio pensare”) è come un bilanciamento, un pareggio che però innova e rinnova, rispetto a un passato che altrimenti si ripeterebbe incantato come un disco rotto, come fa la natura. Nella condizione umana, ancora divisa, la creazione dal nulla è certo pura illusione, come a dire che spiriti liberi non lo siamo ancora e quindi dobbiamo trasformare quello che già c’è. Per prima la realtà di burattino di noi.
L’essere suscita l’essere per riversarsi nel divenire (Risonanza zodiacale della Bilancia).
Passando dalle immagini al testo, vi campeggia la parola eigedenk – qui tradotta con “memore della piena (o: avvenuta, compiuta, completa) nascita dello spirito”. Nella lingua tedesca è un aggettivo sostantivato che regge il genitivo e ha caratteristiche interessanti: merita l’inciso del secondo verso che oltretutto ha perfetta simmetria rispetto ai versetti complementari di giugno (Cda9) che diranno “Dimenticando il mio volere particolare”.
Paul Klee, Angelus novus
Questa parola molto indagata dagli studiosi nella forma verbale eigedenken è un po’ complessa (non vi tedio e non mi tedio con Benjamin e Bloch ma in internet si trova) e pare implicare un incontro attivo con il passato, quasi un’esperienza redentiva piuttosto che un mero ricordo passivo, un’esperienza della memoria di tale intensità da trascendere i limiti dell’immaginazione stessa. Questo rammentare sarebbe un atto dell’Io capace di portare alla luce le potenzialità inespresse che giacciono nel passato. Non un semplice ricordo, bensì l’affiorare germinale e germogliante di una potenzialità che attende ancora di essere realizzata, una irruzione nel presente di potenzialità inevase che attendono una redenzione.
…Ma ditemi se in tutto questo non c’è l’idea del karma! Appunto del pareggio, del bilanciamento che si realizza già ad ogni istante pensando sulle percezioni che si sono colte – “afferrando nuovi stimoli dai sensi” – portando col pensare piena chiarezza nell’anima e creando ogni giorno, conoscendo, la realtà della nostra vita. Specie a primavera, con massima potenzialità. Il “creare” umano porta in sé la chiarezza e la decisione presenti alla sua nascita: farò questo!, e lo farò così e così…
L’avvenuta potatura dell’opera al nero della Candelora, la purificazione con la quale si apre febbraio, imprime nuove forme alla natura che vitale com’è non smetterebbe mai di accrescersi – come i palchi dei rami fino al cielo, come gli anelli di accrescimento della pianta (vitale come l’oceano dove nuota la balena). A febbraio però, occorre potare!, nuove forme artistiche vengono impresse dalla giardiniera che ha già chiara, entro l’anima, la forma che assumerà il suo giardino dopo il lavoro. E vi fa ordine e pulizia, meglio della natura lo rinnova. L’aiuola che ci fa tanto feroci come diceva Dante al passaggio oltre il cielo di Saturno, allora muterà poco a poco natura: perché la moralità di oggi è la natura di domani.
Quindi:
Afferrando nuovi stimoli dai sensi la chiarezza dell’anima – memore della piena nascita dello spirito – pervade scompigliando il germogliante divenire del Cosmo, col volere creatore del mio pensare.
Già a febbraio la primavera germoglia vitalmente, i sensi vengono stimolati così che possiamo pensare in trasparente chiarezza, aggiungendo a pareggio la controparte ideale a quella semirealtà percettiva. La percezione è come un vivaio pullulante di moti ripetitivi che rimandano all’infinito a un unico concetto, però.
Questo avviene un mese dopo la nascita dello spirito all’Epifania e quella nascita viene qui ricordata con la qualità dell’eingedenken che si diceva: di portare a compimento potenzialità inespresse (“memore della compiuta nascita dello spirito”). Questa nascita è avvenuta una volta sola e per tutti, ma poi ha da nascere in me. E in definitiva anch’io potrei provare a “creare” come e meglio della natura. Quando si avvicina la primavera allora sono come la balena: posso portare nel mare pullulante di vita pensieri solari e illuminare quel mare profondo e oscuro. La primavera è un forte stimolo alla creatività dell’arte – che normalmente è appannaggio di Lucifero – ma qui viene redenta anch’essa attraverso uno “scompigliamento” – verwirrend è un gerundio che potrebbe grammaticalmente riferirsi sia al rigoglio della natura sia al rigoglio del pensiero volitivo. Ma Lui è venuto a portare lo scompiglio (mica la pace!) nello scompiglio e nella confusione creati dal peccato originale. E a permetterci di riorientare …le nostre posture. Attraverso una rivoluzione, che non può avere le caratteristiche arbitrarie della libertà adolescenziale. Ma che vuole creare poco alla volta un cosmos, cioè un’aiuola ordinata, mediante lo scompiglio di un vento primaverile che spazza via le foglie e i rametti precedenti. Con massima potenzialità proprio perché è dal caos che nasce l’ordine, no? Anche se l’ordine idealmente viene prima, prima c’è un aureo pensiero germinale che poi si immerge con calore nei fenomeni del mondo: intessendolo nella materialità, a fecondare l’oceano della vita.
Questi versetti fanno pensare a Minerva con la sua chiara saggezza anche artistica e combattiva, a Michele con la sua bilancia così mercuriale, che si …sbilancia di continuo per pareggiare pensando e più liberamente possibile creando. Lo scompiglio che questo porta nel Cosmo già creato è come un piccolo pralaya, come la caotizzazione che avviene alla fecondazione dell’ovulo: da quella massima spiritualizzazione nascerà il nuovo Cosmo dell’amore (ma di germi ne esistono digià). E infinite febbri, febbrili crisi di crescita verranno affrontate e superate dagli uomini, e insieme faranno crescere lo spirito libero e amante in noi.
Ecco come commenta Manfred Krüger:
Se lo spirito acquisisce nell’anima forza del cuore, nell’anima si fa chiaro. In estate non c’è chiarezza dell’anima. Ma ora, da che lo spirito è nato, la luce interna, “la chiarezza dell’anima”, può divenire creatrice, prendere nuovi stimoli dai sensi con la forza del cuore ed imprimere nel divenire del mondo la forza creatrice del pensiero. In febbraio il divenire del mondo è ancora nel chaos: “rigogliosamente sconvolgente”.
Arimane si cela di dietro. Ma il pensare è in grado di influire in maniera plasmatrice sulla chiarezza dell’anima.