SETTIMANA 28 del Calendario dell’Anima

Vivificato a nuovo nell’interiorità,
io posso sentire le ampiezze del mio essere
e colmo di forza largire raggi di pensiero
dalla potenza solare dell’anima
risolvendo gli enigmi della vita,
appagare desideri
cui la speranza già tarpava le ali.

Prosegue l’effetto della relazione col nostro Io cosmico, grazie al quale …Yes We Can! Ma non è in gioco lo slogan politico di una comunità1, qui la forza risiede nel singolo individuo che potenzialmente ogni uomo è, che prende coscienza della sua essenza spirituale e peraltro solo per questa via è possibile formare comunità.
Allora sì che io posso, grazie alla rivivificazione interiore, a partire dalla natura solare dell’anima purificata – immaginiamoci la Donna vestita di Sole o il Graal disegnato da König (Cda26) – sentirmi ampliato al Cosmo nell’intimo (in Innern), nel microcosmo, quindi in modo diverso rispetto all’estate, attraverso un Sole ormai interiore, che nell’anima porta la vita e non la desertificazione, una desta autocoscienza e non il sogno e il sonno. Questo “sentire” è un erfühlen, il sentire trasformato, divenuto strumento di conoscenza spirituale della verità.
…Voi cosa fareste, come prima cosa, nel momento in cui sperimentaste questo “Io posso” pieno di forza? Subito ogni uomo andrebbe a sciogliere gli enigmi della vita trovandone anzitutto le risposte – della propria biografia come di tutto ciò che vive – verso i quali lo portano il suo bisogno e il suo destino2. Irraggiando pensieri vivi che sanno illuminarli.
E poi ci sono dei desideri evolutivi – espressi dal tedesco Wunsch, che è un auspicio, un’esigenza, un’aspirazione, e non chessò da Begierde che è il desiderio bramoso egoico – accomunati dalla precedente impotenza ad appagarli: se i desideri fossero uccelli, ora si leverebbero in volo speranzosi verso le loro mete, anziché rimanere a terra con le ali spuntate, incapaci di volare.
Anche questo versetto è triarticolato:
– io posso sentire le ampiezze;
– io posso sciogliere conoscitivamente gli enigmi con raggi solari di pensiero;
– io posso appagare talune aspirazioni.

«Morire nel Cristo significa: l’individualità può risorgere nel morire.
Per l’Io pensante autunno diventa primavera: i pensieri prorompono come la natura in Aprile.
Questa è la rivivificazione del mio intimo in autunno, mentre la natura che mi circonda muore.
L’intima ampiezza, che io ho acquisito in primavera e d’estate con la comprensione dell’autocoscienza, la posso percepire da sveglio, mentre io non ricevo più raggi di pensiero, ma li invio. Il sole non appare più all’esterno, ma nell’intimo. Io stesso sono sole: l’ho incorporato nel mio essere. Forte nel pensiero sono in grado di risolvere gli enigmi della vita “esaudendo desideri a cui la speranza già tarpava le ali».
La speranza, se deve dare le ali, presuppone un Io forte. Essa si paralizza, se germoglia nella dedizione. Nel tempo di Avvento essa diventa virtù, poiché l’Io si fortifica in autunno
». (Manfred Krüger)

Vivificato a nuovo nell’intimo, io posso sentire le ampiezze del mio essere e colmo di forza largire raggi di pensiero dalla potenza solare dell’anima sciogliendo gli enigmi della vita, appagare desideri cui la speranza già tarpava le ali.

 

Ich kann im Innern neu belebt
Erfühlen eignen Wesens Weiten
Und krafterfüllt Gedankenstrahlen
Aus Seelensonnenmacht
Den Lebensrätseln lösend spenden,
Erfüllung manchem Wunsche leihen,
Dem Hoffnung schon die Schwingen lähmte

Un grande Sole giallo di pensieri e rosso di amore – la potenza solare dell’anima, la Seelensonnenmacht – fa da ampio sfondo al globo crucigero incontrato la volta scorsa (si veda l’immagine 27) – che dal quinto secolo in poi è apparso nelle mani di sovrani, imperatori e papi, a indicare un potere temporale che riconosceva la supremazia della Croce. Qui nella 28 il globo si è trasformato in un mappamondo sul suo supporto, con tanto di continenti e mari, di paralleli e meridiani. Viene mostrata l’inclinazione dell’asse terrestre di 23,5 gradi che dà luogo alle stagioni e un secondo aspetto notevole è la trasformazione della Croce che il globo reggeva: ora sembra una piccola ancora, quella che dà saldezza e salvezza alla nave della vita. Un simbolo paleocristiano della virtù teologale della Speranza3.
Diretti verso un Sole giallo dal volto umano – che potrebbe essere l’Io cosmico, il Manas che si incontra nel cuore, o anche il “volto del Cristo” rappresentato dall’Arcangelo Michele – volano liberi nel cielo gli uccelli delle aspirazioni umane non egoistiche, le cui ali distese e il becco sono rivolti alla Terra sottostante.

1https://sapere.virgilio.it/scuola/medie/fonologia-ortografia/citazioni-famose/yes-we-can

2 Filosofia della libertà, Prefazione del 1918

3 San Paolo nel capitolo 6 della Lettera agli Ebrei ricorda l’alleanza, la promessa di Dio ad Abramo: “un grande incoraggiamento nell’afferrarci saldamente alla speranza che ci è posta davanti. In essa infatti noi abbiamo come un’àncora della nostra vita, sicura e salda, la quale penetra fin nell’interno del velo del santuario, dove Gesù è entrato per noi come precursore, essendo divenuto sommo sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedek“. (Eb.6,19-20)

 

 

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