Monet, Covoni al tramonto - autunno, 1890

SETTIMANA 27 del Calendario dell’Anima

Penetrare profondamente nel mio essere
suscita un desiderio presago,
che osservandomi mi ritrovi
come dono solare dell’estate, che come seme
vive con calore nell’atmosfera dell’autunno
quale impulso di forza della mia anima.

Così come a primavera la Resurrezione ha dato un forte impulso verso l’alto, e di espansione, ora dopo l’equinozio autunnale il moto si inverte e si va nelle profondità. È il momento di scendere giù nel profondo di noi stessi e di concentrarci. Se ne sente il desiderio – in tedesco c’è Sehnen, è uno struggimento, per qualcosa di cui si sente la mancanza -, e si può presagire quel che avverrà, in un futuro magari lontano.
L’osservandomi del terzo verso è espresso con il verbo betrachten: questa è l’attenta osservazione goetheanistica in cui chi contempla si immerge attivamente e devotamente nel fenomeno, intenzionandolo fino a farne emergere l’essenza vivente.
Se si osserva così, ci si potrà scoprire come dono dell’estate, concentrato in un’essenza germinale, un Keim – pochissima materia e quindi tanto spirito – dove risiede il vero me stesso origine della forza di tutti gli impulsi spirituali.
Un seme ha in sé luce e calore – nei grassi, nei carboidrati e negli amidi – e si potrà sviluppare in una nuova pianta, resistendo ai freddi autunnali (e poi invernali) in virtù di quel calore estivo condensato. Come un impulso di forza solare che ora è riposto nella mia anima.
Strutturalmente, in questi versi, c’è un triplice “als“, la preposizione traducibile con: come, quale, in qualità di. Dopo la Festa di Michele, nel profondo del mio essere si può arrivare ad osservare lo sviluppo di una triplice qualità:
1. di dono del Sole estivo
2. di germe che vive riscaldando
3. di forte impulso animico: la …forza motrice della mia anima.
Grazie al disegno relativo a questo versetto, che vedremo tra poco, si può pensare che queste tre qualità corrispondano alle tre forze dell’anima purificata e ai tre sistemi, nervoso, ritmico e metabolico. O anche, come scrive Nastati, ai germi dei tre arti superiori in formazione.

«Siamo nel versetto che, assieme al suo complementare, il 26, è il centro del Calendario; il suo aspetto mercuriale, il suo cuore. In essi si palesano la meta dell’anima umana ed il compito dell’uomo. […] Il penetrare nelle profondità della mia essenza, ove vivono i germi dei miei Arti Superiori, è stimolato da un anelito in me, l’anelito che il mio Io contemplandomi, sviluppi l’autocoscienza, la forza caratterizzante l’Io individuale. Questo percorso è in “discesa” tra il capo e il cuore, e permette di portare il centro della coscienza nel cuore. Così operando diveniamo attivi nei confronti del mondo spirituale: l’uomo intraprende il suo cammino micheliano. La nostra coscienza incontra così nel cuore il nostro Io Superiore e lì ci possiamo contemplare, ossia “essere nello stesso tempio”: dell’Io e della coscienza. Siamo così scesi dal “tempio della testa” al “tempio del cuore” dove troviamo il dono delle Gerarchie che vive come germe, per poi permettere la nascita del Gesù in noi a Natale. Il termine “contemplare” comprende anche l’aspetto di complanarità, ossia l’Io ordinario e il Sé Spirituale si trovano ora in una situazione di dialogo.
Questa “gestazione di coscienza” durerà tre mesi: il periodo autunnale, il periodo di Michele. Questo processo di “gestazione” stimolerà le forze dell’anima a purificarsi e offrirsi quale grembo per la nascita natalizia. Il cuore si attiva e l’uomo inizia ad autodeterminarsi nella Luce dello Spirito». (Enzo Nastati)

Penetrare nelle profondità del mio essere suscita un desiderio colmo di presagio, che osservandomi mi ritrovi come dono solare dell’estate, che come germe vive con calore nell’atmosfera dell’autunno quale forza motrice della mia anima.

In meines Wesens Tiefen dringen
Erregt ein ahnungsvolles Sehnen,
Dass ich mich selbstbetrachtend finde,
Als Sommersonnengabe, die als Keim
In Herbstesstimmung wärmend lebt
Als meiner Seele Kräftetrieb.

Siamo al centro del corso dell’anno – a sei mesi dalla Pasqua che è il suo inizio – e il disegno di König mostra il nesso tra i due calendari complementari così vicini, il 26 e il 27.
La croce con le rose che c’era ancora prima, del disegno 25, si è metamorfosata in una specie di chiave della vita che splende in alto in una forte luce gialla. Il simbolo dell’ankh di solito ha però un’asola, un’ansa che sovrasta la T della croce a tau, mentre qui c’è un disco solare – che con la luce gialla esprime la qualità di dono solare dell’estate.
Ad accoglierla, sporgono dal globo centrale – che fa pensare all’anima tripartita – due corna bovine azzurre dall’aspetto metallico come quelle degli elmi cornuti dell’età del bronzo, o come quelle di Iside, o come il bacinetto che sporge nel simbolo del Mercurio, che si protende ad accogliere in sé il dono del macrocosmo, i pensieri cosmici. Altre volte abbiamo notato come i simboli disegnati da König – qui l’ankh, il mercurio, e anche questo globo crucigero – non sono identici ai simboli classici: sono in qualche parte trasformati, come effetto della libera creatività dell’immaginazione artistica, per esprimere un concetto un po’ diverso.
Nel centro del globo che porta la croce, non si trova più la coppa del Graal come nel 26 ma quello che potrebbe essere un seme di noce, il cui gheriglio circonvoluto spunta dal mezzo guscio che lo regge. …O altrettanto bene potrebbe essere una massa di pane che lievita in un piccolo cesto, perché il regno di Dio è simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata1. In entrambi i casi lì nel cuore c’è quel Keim, quel germe o seme portatore di vita spirituale, che nell’anima vive riscaldando (wärmend) e portandovi forza.
L’albero appena accennato, nebuloso, che reggeva la goccia del disegno 26 qui si è trasformato in un serto di rametti di quel color ruggine che verso metà ottobre ammanta sempre più le foglie. Sarebbe una ghirlanda, se fosse posta sul capo, invece qui sembra più un nido dove avviene la calda cova.
Il globo pare non avere piu bisogno di radici che affondino nella Terra, anche se nel contempo qualcosa sta avvenendo “di sotto”, nella natura terrena anch’essa solarizzata: forse due semi stanno germogliando luminosamente accanto a formazioni globose rossastre. Nella grande inspirazione autunnale la Terra richiama verso il proprio grembo gli esseri elementari, anch’essa si concentra e si desta, colma di vita interiore.

1Vangelo di Luca 13, 20-1, e anche Matteo 13,33

Torna in alto
Il Centro Fondazione per l'Antroposofia ETS
Panoramica privacy

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.

Consulta la nostra Informativa Privacy