Stefan Krauch, Luce d'autunno, 2015

SETTIMANA 23 del Calendario dell’Anima


Verso l’autunno si ottunde
la sete di stimoli nei sensi,
alla manifestazione della luce si frammischiano
veli opachi di nebbia,
io stesso contemplo nelle ampiezze dello spazio
il sonno invernale dell’autunno,
l’estate si è tutta donata a me.

Finalmente l’estate sta finendo, il gran caldo di quest’anno ha ostacolato in realtà le escursioni estive in natura se non si era mattinieri, quindi i sensi hanno dovuto perlopiù nutrirsi della penombra di casa accanto a ventilatori e condizionatori. E se le spesse nebbie autunnali della pianura padana sono solo più un ricordo giovanile, con l’avvicinarsi dell’autunno e l’accorciarsi delle giornate anche ora si può notare interiormente una maggiore tendenza all’introspezione, al raccoglimento, con le prime lievi brume che ottundono, smorzano il manifestarsi della luce.
Due volte nel tedesco di questo 23 compare nel verbo e nell’aggettivo la parola dumpf, che può significare: stantio, umido, smorto, cupo, attutito, opaco, reso indistinto o intorpidito.
La natura sembra addormentarsi fuori ed entro noi stessi, e in una atmosfera ovattata scivola nel sonno. La coscienza però veglia perché la luce estiva ora è dentro di noi. «Là, dove si annunziano l’autunno e l’inverno con nebbie, sonno e raccoglimento, come contrapposto si può sperimentare la forza dell’Essere Universale». (Claudio Gregorat).
E aggiunge Eleanor Merry, con grande sensibilità: «È come il lento chiudersi di una porta e noi ci troviamo così meravigliosamente soli con noi stessi… avendo racchiuso dentro il nostro Essere tutto lo splendore e l’incanto dell’estate come un segreto che deve essere custodito.
La maggior parte dei semi dell’anno è caduta sulla terra e là germinerà fino alla stagione Pasquale. Sta venendo il tempo in cui l’apparenza esterna del sonno della natura concilia una sempre crescente attività interiore. Questo è ciò che contempliamo in questo momento di quieta pausa, quando tutta la natura è in attesa della ‘resa’ dell’estate».

 

Es dämpfet herbstlich sich
Der Sinne Reizesstreben;
In Lichtesoffenbarung mischen
Der Nebel dumpfe Schleier sich.
Ich selber schau in Raumesweiten
Des Herbstes Winterschlaf.
Der Sommer hat an mich
Sich selber hingegeben.

Richard Steel parlando di questa immagine1 dice che ha qualcosa di onirico, essendo legata ad un prezioso ricordo di Karl König:
«Il disegno per il versetto 23 è un’immagine toccante della memoria. È la vista da Kirkton House del giardino e di Bennachie, la catena montuosa a nord-ovest di Aberdeen2.
I corvi stanno volando verso i loro lidi invernali. Con questo versetto siamo nel mese di settembre. Venere con i suoi cinque raggi canta ‘negli ampi spazi del sonno invernale dell’autunno‘, e qualcosa dell’estate è ancora presente, nel melo carico di frutti e nei solchi delle patate dietro la recinzione, che si dona al padre König, a sua figlia Renate e a tutti quelli che dipendono dai frutti dell’orto e dell’albero: gli adulti e i bambini della piccola comunità di Kirkton House, che Karl König dovette lasciare per trascorrere i mesi estivi nel campo di internamento. La domenica di Pentecoste del 1940, quando gli uomini furono portati via, trova un’eco nella sua memoria».

1 Karl König, The Calendar of the Soul. An Inner Journey through the year

2 A Kirkton House fu fondato nel 1939 il movimento Camphill da un gruppo guidato dal pediatra austriaco Karl König.

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