SETTIMANA 22 del Calendario dell’Anima

La luce dalle ampiezze del cosmo
continua a vivere con forza nell’intimo,
diviene luce dell’anima
e risplende nelle profondità dello spirito
per far nascere frutti,
che nel corso del tempo
fanno maturare il sé dell’uomo dal sé del cosmo.

Quanta luce solare abbiamo raccolto d’estate, tanta grazia piovuta dal cosmo a rischiarare la Terra, a vivificarla e maturare i suoi frutti che ci nutriranno nei mesi a venire.
Un ulteriore senso di quella luce ricevuta è che, anziché estinguersi con l’avvicinarsi dell’autunno, continui a vivere entro di noi, ri-splendendo dall’anima fin nelle profondità dello spirito.
Lo stesso processo fruttifero, che si sta svolgendo là fuori, può proseguire interiormente: quel che lentamente matura di anno in anno dall’Io del cosmo, comune a tutta l’umanità, è l’Io di ogni singolo uomo.
Eleonor Merry, sempre attenta alle trasformazioni che avvengono in natura di settimana in settimana, in relazione con la vita interiore umana, così commenta questo 22:

I frutti e i semi del mondo vegetale lentamente maturano, la cosa si compie per mezzo dell’attività degli spiriti del Fuoco. Per gradi essi sono liberati, ed essendosi compiuto il sacrificio del fiore, della bellezza della forma e del colore, la natura riceve i semi e le ceneri dai “fuochi” sacrificali dei fiori, nelle profondità della terra, teneramente e lentamente, durante il corso di molte settimane.
Ogni rinuncia umana è una porta attraverso la quale la luce cosmica entra nell’anima e penetra nelle profondità del cuore e libera il “frutto” del sacrificio.
Ogni azione umana cade come un seme nella terra; ma solo se ha impresso il sigillo dell’Io del mondo, dal quale l’Io dell’uomo lo ha tratto, facendolo esistere, i suoi frutti potranno maturare e in futuro giungere al raccolto.

Con il finire dell’estate si assiste alla morte della vita vegetativa, che però si trasforma nei frutti del raccolto, le forze vitali del Sole si trasformano in materia, i chicchi di grano maturi diventano la fonte terrena della vita, il pane della vita. Il pane, che fa parte dell’Eucaristia, in quanto alimento solare cosmico per eccellenza, e insieme cibo terrestre che sazia ed è adatto alla costituzione della forma corporea, alla quale dobbiamo la coscienza dell’io.
Eleanor Merry parla di rinuncia, di sacrificio, ma si potrebbe altrettanto bene parlare di nuove conquiste: il ferro meteorico ricevuto attorno a San Lorenzo, con la pioggia delle Perseidi, pone le premesse di iniziativa e di coraggio per il combattimento anzitutto interiore col Drago sulfureo che d’estate ci vorrebbe disperdere, alimentando desideri egoistici vorrebbe farci perdere il nostro centro interiore individuale.
Liberare frutti (Früchte entbinden), farli nascere lasciandoli cadere lontano dal nostro albero, qui significa emancipare piccole parti della nostra volontà, superandone l’egoismo poco alla volta, potendo così – nei termini della seconda parte della Filosofia della libertà – cominciare a incarnare lo spirito libero. Attraverso azioni che partano da quella volontà resa libera: queste azioni sarebbero i semi che cadono nella terra imprimendovi il sigillo dell’Io del mondo, dell’Essere della libertà e dell’amore.

La luce dalle ampiezze del cosmo continua a vivere con forza nell’intimo, diviene luce dell’anima e risplende nelle profondità dello spirito per far nascere frutti, che nel corso del tempo fanno maturare il sé dell’uomo dal sé del cosmo.

Das Licht aus Weltenweiten,
Im Innern lebt es kräftig fort,
Es wird zum Seelenlichte
Und leuchtet in die Geistestiefen,
Um Früchte zu entbinden,
Die Menschenselbst aus Weltenselbst
Im Zeitenlaufe reifen lassen.

Il componimento 22, nell’immagine di König, è ambientato in un paesaggio montano innevato, terso e luminoso. Sulla destra del futuro una singola vetta bianca è preceduta da una cortina di aguzzi abeti bluverdi che ricopre una vetta intermedia. Sullo sfondo, nel cielo, c’è un Sole rosso che non irraggia il giallo ma lo echeggia: corone circolari successive di luce gialla evidenziano ritmi, in una ciclicità, forse esprimendo la maturazione del sé dell’uomo “nel corso del tempo”.
Questo tempo potrebbe essere molto lungo se ha ragione Nastati a mettere in relazione il componimento 22 con la formazione dell’Uomo spirito, dell’Atma sul futuro Vulcano, in seguito alla completa trasformazione del corpo fisico da parte dell’Io umano. Per realizzare questa meta, la più elevata, occorre un Aiutatore che infatti compare sulla destra. Accanto all’uomo, chiuso in meditazione, veglia un unicorno, simbolo di purezza ultraterrena, che secondo Richard Steel qui personifica il sé del cosmo, dal quale maturerà il sé dell’uomo.
Osservando l’uomo sulla sinistra, vediamo che ha gli occhi chiusi alle manifestazioni della luce esteriore e una postura composta, concentrata, meditativa e attenta a quel che percepisce e pensa interiormente; l’aureola radiosa attorno al capo ripete nei suoi tre colori primari dell’anima il ritmo cosmico solare presente sulla destra: azzurro sotto, poi rosso e giallo.
È un monaco (indossa una tonaca blu) guerriero (ha una spada micheliana davanti a sé, bella verticale infissa a terra) e tutta la sfera ritmica, tutto il torace sembra un microcosmo in formazione pieno di luce. Ecco come la luce continua a vivere interiormente, come luce dell’anima, nella tarda estate. Quella monade toracica fa pensare a un cluster di cristalli di quarzo di vari colori: un cuore giallo nel nucleo centrale e prismi azzurri, blu e rosa.
…Però le punte del cristallo non crescono dalla base condivisa per poi ampliarsi come in una spruzzaglia in cui la forma va a rompersi, come avviene nelle formazioni naturali di quarzo1, bensì qui le punte sembra che vadano a convergere: dalla periferia vanno verso il centro. Il moto di questa luce è rivolto all’interiorità – dalle ampiezze del cosmo continua a vivere vigorosamente nell’intimo.
Ci colpisce questo formarsi cristallino di un centrale cuore giallo, pensante, a partire da una luce che irraggia dalla periferia. Si trovano …lumi su questo fenomeno in quel che scrive Jonathan Hilton2 sul segno zodiacale del Leone, che porta come forza formativa cosmica le forze del cuore, che sono la dimora della forza-germe spirituale dell’Io solare.

«Il segno zodiacale del leone, dall’11 di agosto, approda a un gesto di comunione tra le forze solari della periferia, non manifeste, e la natura del seme solare, che origina nel centro. In un certo senso, durante questo periodo di maturazione, vengono creati sia i frutti per il sostentamento, sia il nuovo seme per la vita futura, che si forma e si plasma dalla periferia. Questa forza del seme/germe solare, attratta dalla periferia per nascere sulla terra, è contenuta nella natura del Leone, ed è la stessa forza germinativa che chiamiamo Io, il nostro Io.
Possiamo persino vedere nel Leone un’immagine della sana comunione cosmica tra l’Io solare superiore periferico e l’Io-germe terrestre del centro, che sperimentiamo come Io interiore. Possiamo essere portati a riflettere tra questi due Io in noi, e il significato della frase “Non io ma Cristo in me”.
In termini di ciclo annuale, è questa forza dell’Io solare, accumulata in noi durante l’estate, che ora ci prepara, insieme alle Perseidi, a discendere nell’autunno con la potenza di Michele, per incontrare l’oscurità della materia e le forze separate dalla luce divina». […]

In merito al cuore giallo dipinto da König, circondato da una periferia di prismi cristallini, troviamo allora nello scritto di Hilton:
«Questo indica da un lato il cuore, non come organo che ‘spinge’ dal centro, ma come centro vivificato e attivato dalle forze periferiche. È anche un simbolo del vero Io, che anziché spingere dal centro, trova la sua vera natura nel flusso di comunione con gli altri, sia umani sia divini, cosicché non è un punto centrale isolato, ma è formato e vivificato dalla fluida comunione con la periferia più ampia. […]
Un cuore pensante. Cosa significa pensare con il cuore? Non si tratta di emozioni o sentimenti, ma la chiave sta in questo gesto del Leone tra periferia e centro. Richiede di sviluppare una cultura di Michael che inizi a vedere l’Io come una sorta di periferia, in cui conteniamo la comunità mondiale e di cui ci sentiamo parte, persino nell’esperienza interiore del nostro proprio essere. È una transizione dalla coscienza spaziale, che è centrata sul punto della nostra Epoca attuale e si confronta con il mondo come un piccolo io, per affermare la sua separazione e la sua personalità terrena. Questa transizione va piuttosto verso il pensiero eterico del nuovo cuore, che opera dalla periferia, per abbracciare e identificarsi con l’altro quale nostro Io».

1 Si veda la conferenza 30 dicembre 1911, del ciclo 134, Il mondo dei sensi e il mondo dello spirito.

2 https://drive.google.com/file/d/1A-87RQiw97kavYckrHO9CkhVHuUpiZgS/view?usp=drivesdk

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