SETTIMANA 11 del Calendario dell’Anima


In quest’ora solare
sta a te riconoscere il saggio annuncio:
dedito alla bellezza del mondo,
in te sentendo te sperimentare:
si può perdere l’io umano
e trovarsi nell’io del mondo.

Il ciclo Il corso dell’anno come respiro della Terra, le conferenze tenute a Dornach e a Vienna in vari mesi dell’anno 1923, può costituire un solido aiuto ai pensieri che accompagnano la meditazione del Calendario dell’anima.
La quarta conferenza è interamente dedicata alla festività di San Giovanni, il cui senso si radica negli antichi misteri, in quei tempi antichissimi in cui le Feste dell’anno avevano molta importanza per la vita degli uomini. Dotati di chiaroveggenza istintiva, essi prendevano parte agli eventi spirituali che li attorniavano, mentre non avevano la piena coscienza dell’io quale abbiamo noi oggi, perché era una coscienza sognante, immaginativa, non divisa per esempio rispetto ai processi di crescita e fioritura delle piante.
Gli accenni che faremo a questa 7 aprile 1923 sono solo per invogliarvi a leggerla per intero, a scoprire quel che avveniva quando le guide dei misteri regolavano saggiamente la vita degli uomini. Quella festa era immersa nell’elemento poetico-musicale. Era come se gli uomini facessero fluire il contenuto della loro coscienza sognante nel cosmo, fra musica, canti e danze (p.56). Venivano intonati dei canti, si muovevano ritmiche danze in cerchio, che avevano il senso di indurre in loro una coscienza superiore. Una volta all’anno, attorno al Solstizio estivo, gli esseri umani potevano così arrivare a sperimentare l’io, in quella coscienza sognante esso si illuminava, come se l’io apparisse giungere nei sogni da fuori

In quest’ora solare sta a te riconoscere il saggio annuncio: dedito alla bellezza del mondo, in te sentendo te sperimentare: si può perdere l’io umano e trovarsi nell’io del mondo.

Es ist in dieser Sonnenstunde
An dir, die weise Kunde zu erkennen:
An Weltenschönheit hingegeben,
In dir dich fühlend zu durchleben:

Verlieren kann das Menschen-Ich
Und finden sich im Welten-Ich.

Un paesaggio boscoso e poi montano, ampio e profondo, si apre di fronte allo spettatore. Lo sguardo è attratto dal Sole che nasce lontano, dall’orizzonte tra il monti, e lungo è ancora il cammino per giungere a quella meta. Ci siamo fatti come bambini e potremo entrare nel regno dei cieli. E come bambini siamo però guidati da un adulto che ci tiene per mano – König ritrae con le medesime fattezze, di spalle, due figure in rosa: il bambino che noi abbiamo, o io umano, e l’essere spirituale che noi siamo quando “ci troviamo” in Lui – l’Io del mondo. L’Io grande è il Buon Pastore della parabola di Luca, infatti regge un vincastro, il bastone pastorale ricurvo che serve a tutelare le pecore: a difenderle dai lupi e a riagganciarle quando cadono, per riportarle al sicuro quando si perdono.
Lungo il cammino incontreremo a breve un corso d’acqua, forse una soglia eterica, oltre il quale ci aspetta un essere alato angelico, che ci farà da guida nella salita luminosa ulteriore verso il Sole.
Scrive Claudio Gregorat:

Quanto è stato detto già varie volte, soprattutto nella settimana 9, viene ulteriormente annunciato: di perdere te stesso – significa il tuo ego personale, psicologico – e di donarti e ritrovarti presso l’Io Universale, oppure il tuo Io Reale Superiore.
Questo annuncio lo si deve ora sentire in sé, nel vivere completamente dedito al mondo e alla sua bellezza. Tale sentimento deve diventare chiaro e forte come un suono di tromba, deciso e squillante: l’Io dell’uomo, in quanto personalità limitata, può veramente perdersi, annullarsi, per ritrovarsi, ampliato, ingrandito e potenziato nell’Io Universale.
In questa settimana, e nelle due successive, può accadere qualcosa di molto importante, che conferisce senso a tutto il trascorrere dell’anno: la possibilità di cogliere il germe spirituale dell’Io Sono, dell’Io Reale Superiore, nel momento in cui ci si dona e ci si perde nell’Io Universale. Una nascita spirituale, la nascita cosmica del bambino dello Spirito, che si manifesterà in piena luce terrestre, nel periodo del colmo dell’inverno, a Natale; e sarà allora una illuminazione entro la propria anima.
Si deve stare molto attenti, con l’occhio interiore ben aperto, l’orecchio interiore teso e il cuore sgombro, per non perdere questo magico momento dell’unione con l’Essere universale, con l’Io Sono Reale del quale ora è consentito di cogliere un germe incontaminato che si porterà nell’anima, per introdurlo profondamente in essa, affinché venga illuminata e vivificata. In queste settimane ha luogo l’annuale nascita cosmica.

 

 

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