SETTIMANA 10 del Calendario dell’Anima

A estive altezze
s’innalza luminoso l’essere del Sole,
e porta con sé il mio sentire umano
nelle sue ampiezze spaziali,
presentendo si desta una sensazione nell’intimo,
annunciandomi ottusamente:
un giorno riconoscerai
che un essere divino ora ti ha sentito.

Uno potrebbe anche dirsi: ma che stranezza! …Come si fa ad avere la sensazione seppur ottusa che un altro (addirittura un essere divino) mi senta?, si può percepire il sentire altrui o, sennò, dovrei essere io stesso quell’essere, innalzato a estive altezze e ampliato al cosmo, per portare a coscienza quel sentimento. Evidentemente fa parte delle esperienze che l’anima può fare quando si dedica del tempo, ritmicamente, a intonarsi col corso dell’anno attraverso il Calendario.
Il Sole al Solstizio estivo del 21 giugno raggiungerà il punto più alto del cielo, irraggerà una luce che anche alle nostre latitudini quasi non proietta ombre, dunque anche il mio sentire s’innalzerà e si amplierà col Sole e sarà in qualche modo più obiettivo, rispetto a fatti cosmici.
Come già avviene da qualche tempo, l’atmosfera che risuona è quella sognante del presentimento che in modo confuso annuncia, in questo caso, la realtà di sentimento di un essere divino – che è l’Io sono reale, dice Gregorat, l’essere universale che dimora sempre nel mondo spirituale e che “congloba in sé il sentire di tutti gli uomini e dunque anche il proprio sentire”.
A parlare, è lo stesso presentimento che ha annunciato “perditi per trovarti”, e adesso dice: un giorno riconoscerai che un essere divino ora ti ha sentito.

 

Zu sommerlichen Höhen
Erhebt der Sonne leuchtend Wesen sich;
Es nimmt mein menschlich Fühlen
In seine Raumesweiten mit.
Erahnend regt im Innern sich
Empfindung, dumpf mir kündend,
Erkennen wirst du einst:
Dich fühlte jetzt ein Gotteswesen.

Un essere divino dal volto umano osserva attento di profilo, dalle altezze, quel che accade quaggiù verso la metà di giugno.
Osserva l’innalzarsi e l’ampliarsi al cosmo di esserini alati, forse spiriti della natura, degli elementi, che sono uniti al nostro sentimento. Creature di fuoco simili a farfalle rosse e gialle, che emanano una luce azzurra con due paia di ali ciascuna, si levano attorno a un Sole rosso che emana lucente il giallo.
Su un terreno già riarso, dalle corna di un toro sorge quello che sembra un secondo Sole, azzurro-verde e nero al centro, ma guardando meglio assomiglia all’occhio dell’essere divino: così potrebbe esprimersi immaginativamente la percezione reciproca tra Dio e uomo. Il toro ha una testa sola su un duplice corpo: questa potrebbe essere una notazione astrologica, che mostra il Toro trasformato nei Gemelli.
La visione di König ha assonanze con il commento di Eleanor Merry al CdA n.10:

gli Esseri elementari riempiono tutta la sfera che circonda la terra: la sfera del Sole. Essi sono, in un certo senso, l’“Essere raggiante” del Sole. Le sequenze ritmiche del tempo, il cambiamento delle stagioni, governate da Esseri più alti, danno inizio ad un lavoro di cooperazione. Gli spiriti elementari e le gerarchie più alte si incontrano nei regni dello spazio spirituale. Questo è il mistero di mezza estate. Se l’uomo con il suo Io segue la vita della natura, egli pure sarà “toccato” dagli Dèi creatori. “L’uomo, dice Rudolf Steiner, è un dito della Divinità”. La Divinità sente se stessa attraverso l’Essere pieno di luce dell’uomo, proprio come il nostro dito, nel toccare, porta il nostro Sé in contatto con  ciò che viene toccato. La Divinità, di cui l’uomo è “dito”, sente attraverso l’umano i possenti processi evolutivi dei mondi.

 

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