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Rudolf Steiner

Goetheanum

Università di Scienza dello Spirito – Dornach (Svizzera)

Biennale di Venezia

Vista dell’installazione a muro delle lavagne disegnate da Rudolf Steiner dal 1923

Rudolf Steiner – cenni biografici

Figlio di un impiegato delle Ferrovie Meridionali Austriache, Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica, nell’attuale Croazia. Crebbe in un ambiente rurale, connotato dagli intensi ritmi dei giorni e delle stagioni; tale condizione contribuì a risvegliare nel fanciullo una forte ricettività interiore. Steiner aveva circa sette anni quando gli si avvicinarono le prime sottili impressioni di un mondo che non è quello terreno, ma che svelava gli esseri spirituali celati dietro ad esso.

 

Fu indirizzato dal padre alla scuola tecnica “Realschule” di Wiener Neustadt dove ricevette un'istruzione di carattere eminentemente scientifico. A 14 anni cominciò a studiare fervidamente filosofia e, nell'estate 1879, superò l'esame di maturità con lode. Nell'autunno 1879 Steiner si iscrisse alla facoltà di matematica, storia naturale e chimica del Politecnico di Vienna dove studiò, fra l'altro, biologia, chimica e fisica. Specialmente quest'ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. In quegli anni i fisici consideravano come naturale che il mondo esteriore fisico in fondo altro non fosse che il risultato dei movimenti di particelle infinitamente piccole. Questo procurò al pensiero di Steiner enormi difficoltà, poiché tale concezione del mondo era in grado di spiegare tutto senza l’aiuto del “soprasensibile”. Tuttavia l’azione di forze soprasensibili, specialmente nel campo della vita organica, era per lui un dato di fatto che gli veniva continuamente riconfermato attraverso l’osservazione empirica.

 

Attraverso le lezioni di Karl Julius Schröer, suo professore di storia e letteratura, ebbe occasione di conoscere per la prima volta Goethe come poeta e, tramite successivi approfondimenti, come scienziato. Gradualmente crebbe in lui la convinzione che la scienza moderna, negatrice dello spirito, può solamente afferrare ciò che nella natura è morto. Egli vide anche come Goethe, nei suoi scritti scientifici, avesse mostrato una via all’indagine dell’organico e quindi anche un ponte tra la natura e lo spirito.

 

Nel 1885, su raccomandazione di Schröer, il Prof. J. Kürschner lo invitò a curare l’edizione delle opere scientifiche di Goethe per la “Letteratura Nazionale Tedesca”. L’allora studente ventiduenne ebbe così la possibilità di approfondire notevolmente i suoi studi scientifici e di elaborare la sua visione del mondo.

 

Nel 1889 si trasferì pertanto a Weimar come collaboratore all’archivio goethiano e cominciò così una nuova vita. Per Rudolf Steiner non si trattava esclusivamente di curare un testo attendibile, di eliminare passaggi errati, o di classificare varianti. Egli voleva presentare la concezione goethiana come un tutto, e i suoi ampi commenti si levavano spesso contro certe teorie tradizionali. Dal più profondo del suo essere, egli anelava ad un rinnovamento della cultura nello spirito di Goethe, ma fu compreso solo da un piccolo numero di collaboratori. Così scoprì che, se voleva comunicare ad altri quella conoscenza, doveva prendere un’altra strada.

 

Nacquero i suoi primi scritti filosofici che lo prepararono, interiormente ed esteriormente, alla sua principale opera filosofica: “La filosofia della libertà” (1894). Questa occupazione secondaria non tolse tempo al suo compito principale all’archivio di Goethe. Il suo lavoro fu sempre compiuto con grande cura e terminò nel 1896. All’età di 35 anni Steiner partì da Weimar ed entrò nel periodo più difficile della sua vita.

 

Nel corso di tutta la sua esistenza Steiner aveva sperimentato una grande solitudine interiore, nonostante l’intensa vita sociale condotta dapprima a Vienna e poi a Weimar. Aveva frequentato artisti ed eruditi, ma nessuno era riuscito a comprendere i grandi problemi che si agitavano nella sua anima di pioniere di una nuova via della conoscenza. Questo lo aveva indotto per lunghi anni ad ascoltare gli altri piuttosto che ad esprimere se stesso. Ora, invece, si chiedeva se dovesse continuare a tacere o se non fosse piuttosto suo dovere diffondere gli impulsi spirituali che riteneva necessari al mondo.

 

Per divulgare le sue idee pensò allora a una rivista e, nell’estate del 1897, si stabilì a Berlino per occuparsi del “Magazin für Literatur”, una nota rivista letteraria che presto gli causò grandi fastidi. Gli abbonati erano pochi e, per aumentarne il numero, bisognava imporsi un’attività utile a quel fine. Steiner s’inserì nella “Libera Società di Letteratura” come scrittore e conferenziere ed entrò in relazione con giovani scrittori tedeschi e personalità conosciute nell’ambito artistico. Steiner scrisse tutto ciò che stimava necessario sugli eventi del tempo ma dalla rivista, che continuava a navigare in cattive acque, non ricavava di che vivere.

 

Fu in quell’epoca che incontrò nel mondo dello spirito quelle potenze demoniache che dalla conoscenza della natura non vogliono portare alla visione dello spirito, ma fanno del pensiero un meccanismo. Steiner caratterizzerà più tardi questi esseri come servitori di Arimane e indicherà con queste parole l’avvenimento: “Durante tali prove, riuscii ad andare avanti solo evocando in me, con la mia vista interiore, lo sviluppo del cristianesimo”. La via di Rudolf Steiner verso la conoscenza del Cristo fu la prova più cruciale della sua vita. La preparazione avvenne fra gravi disagi materiali, estenuanti occupazioni professionali, relazioni umane difficili, nel trambusto di un’immensa città moderna. Alla fine del 1900 poté passare la sua rivista in altre mani ed iniziò l’attività di scrittore e conferenziere.

 

A Berlino tenne conferenze d’ogni genere, tra le quali una su Nietzsche in casa dei conti Brockdorff, i quali erano a capo di un gruppo della Società Teosofica fondata da Helena Petrovna Blavatskij. Notò che nell’uditorio alcune persone mostravano vivo interesse per il mondo spirituale. Fu invitato a tornare. Tenne diverse conferenze ai membri della Società Teosofica in cui poté esprimersi finalmente in termini direttamente ispirati dal mondo spirituale.

 

Con quelle esposizioni Steiner si pose in netto contrasto con le consuete dottrine della Società Teosofica che descrivevano il Cristo come un maestro di saggezza tra tanti altri. Tuttavia, proprio dopo questo ciclo di conferenze, Annie Besant, una delle guide della Società Teosofica, lo invitò ad assumere il compito di segretario generale presso la sezione tedesca della Società che stava costituendosi allora. Steiner accettò, ma a condizione che la sua azione potesse svilupparsi indipendentemente ed inserirsi in completa libertà nel resto della Società Teosofica, scorgendovi in essa l’unica istituzione seria in cui frequentare persone sinceramente interessate a quanto egli esponeva.

 

Nell’ottobre del 1902, Steiner fece un passo decisivo in occasione di una conferenza per l’Associazione Giordano Bruno. Dichiarò apertamente, per la prima volta, quale sarebbe stato lo scopo di tutta la sua attività futura: “trovare nuovi metodi per lo studio dell’anima su base scientifica”. Quella conferenza segnò l’origine dell’antroposofia.

 

Ciò che Steiner aveva da dare non era una nuova visione sociale, una dottrina morale o una nuova religione. Egli aveva delle conoscenze da trasmettere e queste potevano essere comprese dalla ragione umana attraverso concetti e comunicazione di fatti. In questo modo, la libertà interiore dei lettori e degli ascoltatori era pienamente rispettata.

 

Durante la prima fase di sviluppo dell’antroposofia, Rudolf Steiner operò quasi esclusivamente con la parola e con la penna; la sua attività si svolse soprattutto a Berlino. In seguito fu invitato a parlare in altre città della Germania e anche all’estero.

 

Il primo libro fu “Teosofia” (1904) in cui Steiner tenta di descrivere la natura soprasensibile dell’uomo e i suoi legami col mondo dello spirito. Nel secondo libro “Come si consegue la conoscenza dei mondi superiori?” viene descritto con precisione ed efficacia il metodo con cui si possono raggiungere i medesimi risultati da lui conseguiti nel corso della sua vita. Un terzo libro dal titolo “Scienza occulta” è la raccolta del contenuto di molti scritti e conferenze in cui si approfondisce la comprensione della terra e dell’uomo:  Steiner dimostra come l’essere umano sia stato originato da un cosmo divino-spirituale. Il titolo del libro contiene l’aggettivo occulta ma va precisato che non è direttamente riferibile alla scienza, poiché una scienza non sarebbe più occulta dopo una sua pubblicazione. Quell’aggettivo fu necessario per esporre fatti che, in generale, rimangono nascosti ai sensi ordinari.

 

Appartengono ancora a questo periodo i cicli di conferenze dedicate ai Vangeli, che furono tenuti per insistente sollecitazione di numerosi membri della Società Teosofica, cui stava molto a cuore il cristianesimo. In modo convincente, Steiner mostra che i Vangeli espongono le opere del Cristo non solo come fatti che hanno avuto luogo sul piano terrestre, bensì anche come eventi soprannaturali.

 

Steiner svolse con dedizione la sua opera all’interno della Società Teosofica fino a quando l’atteggiamento della Besant nei suoi confronti rimase tollerante ed egli poté parlare e agire secondo le proprie personali convinzioni. Nella Società Teosofica, però, si facevano strada tendenze profondamente discordi dalle sue, soprattutto perché avallavano le tecniche medianiche e spiritiche come vie dello Spirito. Col tempo gli attacchi dei teosofi si fecero così frequenti che Steiner, non senza amarezza, giudicò ormai impossibile un’ulteriore pacifica convivenza. Nel gennaio 1913 ebbe luogo la rottura definitiva tra Steiner e la Società Teosofica, dalla quale sorse la Società Antroposofica.

 

Già prima della rottura con la Società Teosofica, Steiner e i suoi seguaci avevano pensato di costruire un luogo che rispondesse alle esigenze della rappresentazione dei “Drammi-mistero” scritti nel 1910 dallo stesso Steiner. Essi mostrano le impressionanti esperienze di uomini con  gli esseri spirituali e con le proprie incarnazioni passate; gli itinerari dolorosi che essi percorrono servono ad avviarli verso la conoscenza di se stessi, verso la costituzione di una più cosciente comunità e verso una più consapevole azione al servizio dell’umanità.

 

Fu offerto a Steiner un terreno a Dornach, presso Basilea. La Svizzera, l’unica nazione dell’Europa centrale che verrà risparmiata da due guerre, divenne il centro del movimento antroposofico con la costruzione del primo Goetheanum in legno.

 

Le attività artistiche e scientifiche del movimento miravano ad un completo rinnovamento della cultura e anche la forma dell’edificio parlava un nuovo linguaggio. I lavori di costruzione iniziarono nel settembre 1913. Durante la primavera seguente, Steiner prese dimora a Dornach per dirigere personalmente le operazioni. Le spese di costruzione furono interamente coperte da donazioni. Personalità delle più diverse professioni e di ogni classe sociale lasciarono con enorme sacrificio economico i loro paesi e le loro attività per maneggiare mazzuolo e scalpello a Dornach. Durante la prima guerra mondiale, mentre nella vicinissima Alsazia il cannone tuonava notte e giorno, poterono lavorare in pace uomini appartenenti a 17 nazioni.

 

Lo sviluppo del Goetheanum fu intimamente collegato con la nascita dell’euritmia, una nuova arte che vuole esprimere in movimenti precisi delle qualità sonore e verbali. Gli impulsi artistici che sorsero durante il lavoro presso il primo Goetheanum si mostrarono straordinariamente fecondi, soprattutto nel corso dei decenni successivi. Oltre le molteplici attività artistiche, l’azione di Steiner si estese per tutta l’Europa. I suoi viaggi all’estero divennero sempre più frequenti e le sue conferenze ebbero sempre più vasta risonanza. Nacquero così movimenti affiliati, le cosiddette “figlie” dall’antroposofia. Il primo movimento si basava su una nuova concezione sociale che venne chiamata Triarticolazione, il cui presupposto era che l’organismo sociale fosse formato da tre sfere: sfera della produzione spirituale e dell’educazione; sfera politica e del diritto; sfera economica. Queste tre sfere devono essere fra loro autonome, ognuna con le proprie leggi e la propria amministrazione, ma in armonica collaborazione fra loro. Quando nell’inverno 1918-19 i problemi sociali derivanti dall’inflazione e dalla disoccupazione presero il sopravvento, Steiner fu invitato a diffondere pubblicamente l’idea della Triarticolazione. L’interesse scemò quando le condizioni economico-sociali migliorarono. Accanto a Steiner rimase però un gruppo di giovani che, affascinati dalle sue idee, diffusero con entusiasmo l’antroposofia.

 

Un secondo movimento riguardò la pedagogia steineriana, che ben presto si affermò in tutto il mondo con il compito di aiutare l’entità animico-spirituale del bambino, venuta sulla terra dopo un’esistenza pre-terrena, ad orientarsi nel mondo fisico e a fortificarsi per la vita. La Scuola Waldorf fu solennemente inaugurata il 17 settembre 1919.

 

Anche alcuni medici scoprirono che gli insegnamenti di Rudolf Steiner erano in grado di arricchire le loro conoscenze professionali, soprattutto perché includevano, sulla base dell’indagine soprasensibile, la natura psichica e spirituale del malato nello studio della sua malattia. É necessario precisare che, per essere un vero medico nel senso antroposofico della parola, Steiner sottolineava la necessità di essere prima di tutto medico nel senso della medicina ufficiale, trovando riprovevole ogni dilettantismo in tale campo. Per la fabbricazione dei nuovi medicamenti, furono installati laboratori nei pressi di Stoccarda, dove risiede l’odierna “Weleda AG”.

 

Nel 1922, due giovani naturalisti si rivolsero a Rudolf Steiner per domandargli come certe indicazioni che egli aveva loro fornite circa i processi e i ritmi della vita potessero essere utilmente applicate all’agricoltura. Egli offrì loro una serie di insegnamenti pratici sulla composizione di ingredienti vegetali che, aggiunti ai concimi naturali, ne avrebbero aumentato l’efficacia. Da tale germe è sorta quella che viene chiamata agricoltura biologico-dinamica. Il lavoro effettuato nelle masserie e nei giardini col sistema bio-dinamico ha favorito gli esperimenti sostenuti col proposito di ottenere piante e animali domestici più sani ed un miglioramento nella qualità dei prodotti. Questi sono ora a disposizione dei consumatori dei diversi paesi sotto il nome di “prodotti Demeter”.

L’intensa diffusione dell’antroposofia cominciò ad infastidire i gruppi nazionalistici che si stavano spontaneamente radunando sotto il simbolo della svastica, primi nuclei di ciò che sarebbe stato più tardi il nazionalsocialismo. Costituitisi in commando, costoro minacciarono più volte Rudolf Steiner, fino a organizzare contro di lui due attentati dai quali egli si salvò per miracolo.

La notte del 31 dicembre 1922 segnò il culmine dei violenti attacchi intesi a colpire Steiner e la sua opera: il Goetheanum andò in fiamme. Il fatto coincise anche con una grave crisi del movimento antroposofico, i cui componenti erano ormai troppo concentrati sulle proprie specializzazioni e avevano perso la visione d’insieme. Il compito di Rudolf Steiner nel 1923 fu quello di preparare un rinnovamento della Società Antroposofica, che si era ormai diffusa in diversi paesi d’Europa e aveva bisogno di un’adeguata organizzazione.

 

Nel Natale del 1923 Steiner costituì la Società Antroposofica Universale e la Libera Università di Scienza dello Spirito, assumendone la presidenza.

 

Nel settembre del 1924 l’attività di Steiner giunse al culmine, tuttavia riuscì anche a creare il bozzetto per il secondo Goetheanum. Nel corso degli anni si era sottoposto a sforzi sempre più gravi, a sempre maggiori responsabilità e lavoro. Sembra che per lunghi periodi non abbia dormito che per qualche momento. Durante i vent’anni in cui esercitò l’attività di conferenziere, non disdisse mai una sola conferenza, nemmeno il giorno in cui salì sul podio affetto da pleurite.

 

É possibile contare la sua opera solo parzialmente: una ventina di libri scritti dall’inizio del secolo, più un grande numero di articoli, circa 6000 conferenze e conversazioni private in ogni circostanza e ad ogni ora (anche di notte) di cui è impossibile stabilire la misura. Tutto ciò, unito agli attacchi incessanti che gli provenivano da avversari noti e nascosti, lo rese malato.

 

Il 28 settembre 1924 tenne la sua ultima conferenza. Dopo, non poté più lasciare il letto. Questo periodo non lo trascorse a Dornach nella casa dove abitava, ma nel suo modesto studio accanto al Goetheanum, la cui costruzione in cemento era già iniziata e sarebbe stata completata quattro anni dopo. Ai piedi della statua del Cristo che egli stesso aveva scolpito, Rudolf Steiner spirò la mattina del 30 marzo 1925.

 

Il Goetheanum è considerato tuttora il centro del lavoro antroposofico come Rudolf Steiner aveva desiderato. Ogni anno è meta di migliaia di persone che vengono per partecipare a manifestazioni artistiche e scientifiche, oppure solo per visitare l’edificio. Importanti centri di attività antroposofica si trovano in altre nazioni europee e negli Stati Uniti d’America. Nella maggior parte delle nazioni civili, dove un lavoro antroposofico pubblico è reso possibile, esistono Società affiliate alla Società Antroposofica Universale. Tutti sono uniti da una profonda riconoscenza verso Rudolf Steiner e la sua instancabile preparazione a quella via, lunga e difficile, che dalla sfera limitata della coscienza comune porta nelle alte regioni della conoscenza spirituale.

Nel costante sforzo per raggiungere questa meta, i continuatori della sua opera hanno sperimentato il vero senso della vita.

 

(Rielaborazione delle biografie tratte da www.rudolfsteiner.it e www.gianfrancobertagni.it)